Ministro per la pubblica amministrazione e l'innovazione

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Il bluff de L'Espresso

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  Quota redazioneWEB Quota  RispondiRispondi Link diretto a questo post Topic: Il bluff de L'Espresso
    Postato: 11/Set/2009 alle 11:39
Commenti e valutazioni dal punto di vista scientifico sull'articolo dell' Espresso

Modificato da redazioneWEB - 11/Set/2009 alle 12:29
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nullafacente View Drop Down
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  Quota nullafacente Quota  RispondiRispondi Link diretto a questo post Postato: 11/Set/2009 alle 12:05

1)E' vero che il calo delle assenze era gia' in atto da anni.

2)Non mi pronuncio sull'attendibilita' o meno dela mole di dati diffusi in questi mesi dal ministero, dico solo che per farlo si dovrebbe disporre una tabella precisa e riassuntiva di TUTTE le amministrazioni pubbliche in cui fossero riportati il totale dei giorni di assenza mese per mese e poi la distinzione per le varie motivazioni di assenza (trovo molto scorretto mettere assieme malattie, permessi sindacali, maternita' etc. etc.)
 
3)A naso, il calo delle assenze, specialmente per malattia c'e' stato eccome, ma era legato essenzialmente alla iniqua misura punitiva degli arresti domiciliari (chi ha pensato a questa misura che alla fine ha colpito soprattutto gente veramente malata dovrebbe solo vergognarsi) e non alle decurtazioni economiche parziali dello stipendio che i vari contratti prevedevano gia' da anni.
 
4) A riprova del punto 3) basterebbe vedere (se i dati dell'Espresso sono corretti) il fatto che le assenze sono cominciate ad aumentare da luglio 2009, mese in cui e' stata disapplicata la porcata.
 
Naturalmente potrebbe anche essere che quanto detto da Brunetta in questo anno e 3 mesi sia  tutto oro colato, vorrei pero' sottolineare che anche autorevoli quotidinai come il Sole 24 Ore gia' agli inizi 2008 cavalcavano la campagna al "dagli al fannullone pubblico" scrivendo che gli statali si ammalavano in media 28 giorni quando i dati della ragioneria generale dello stato per le malattie riportavano la media di 12. Partendo da dati eventualmente gonfiati sarebbe molto facile raggiungere cali delle assenze del 60%.
 
 
 


Modificato da nullafacente - 11/Set/2009 alle 12:29
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http://tic-talkischeap.blogspot.com/2008/10/io-cero.html
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umilemaonesto View Drop Down
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  Quota umilemaonesto Quota  RispondiRispondi Link diretto a questo post Postato: 11/Set/2009 alle 15:23
L'argomento è stato già ampiamente trattato e discusso in più topic di questo Forum.
L'articolo dell'Espresso non aggiunge e non toglie nulla rispetto a ciò che ormai anche le pietre sanno ... comunque, già che ci siamo, vale la pena "ricordare" l'inutilità, nonchè, visto l'arrivo dell'influenza A, la pericolosità di costringere le persone malate ad andare comunque in ufficio.
Perchè il Ministro della Salute non interviene nel merito, sottolineando i rischi della "cura" Brunetta?
Appare fin troppo evidente che in questo governo la mano destra non sa quello che fa la sinistra: si spendono cifre incredibili per produrre vaccini spesso inutili, mentre si costringono i lavoratori a diffondere i contagi, trasformandoli in veri e propri "untori" di Manzoniana memoria!!
Che schifo, meno male che mancano solo poco più di 3 anni ...
Am not I an idler, and you?
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teresa t View Drop Down
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  Quota teresa t Quota  RispondiRispondi Link diretto a questo post Postato: 11/Set/2009 alle 18:38
La citazione dell'Espresso sulla media aritmetica è inesatta. Nessun statistico usa quel tipo di operazione matematica. Esiste un sistema di analisi dei dati che può utilizzare una parte per produrre proiezioni di natura generale. E non ha tenuto conto dell'analisi dei campioni. Le medesime finalità del monitoraggio sono state distorte: la proposta di modifica del 165 non cita assolutamente meccanismi premianti derivanti dalla percentuale di presenze/assenze.
teresa
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indero View Drop Down
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  Quota indero Quota  RispondiRispondi Link diretto a questo post Postato: 11/Set/2009 alle 21:58
Postato originariamente da redazioneWEB

Commenti e valutazioni dal punto di vista scientifico sull'articolo dell' Espresso
 
Mi astengo da commenti e valutazioni dal punto di vista scientifico, perchè:
 
a - non ho competenza specifica,
b - ho letto nel corso di questi mesi altri studi, sia a favore che a sfavore,
c - fondamentalmente non mi interessa
 
Nel mio ambiente di lavoro non ci sono state grandi variazioni in tema di assenze per malattia dal punto di vista dei numeri, o per quello che la stampa definisce "effetto Brunetta", perchè sono fortunata! Ho colleghe e colleghi che amano il proprio lavoro, che hanno rispetto del lavoro degli altri; siamo un gruppo affiatato, costruito in tanti anni di lavoro fianco a fianco, pur nelle differenze di vedute, di competenze, di discussioni accese qualche volta, ma che non ci hanno mai fatto perdere di vista l'utilità "sociale" del nostro lavoro e del nostro impegno.
Persone, colleghe per lo più, che non si non si sono mai spaventate per un raffreddore, per un mal di gola o qualche lineetta di febbre.
 
In questi ultimi tre mesi però sono stata vicina a due colleghe di altri settori del mio Ente, amiche colpite da malattie importanti: carcinoma della mammella per una, paralisi per l'altra, tra l'altro più giovane di me. Un grande dolore ed una grande speranza: ora si stanno pian piano riprendendo anche se la strada sarà ancora lunga e dovranno continuare le terapie e la riabilitazione.
A tutto questo si è aggiunta l'amarezza di continuare a vedere pubblicizzate le famose statistiche ed  i monitoraggi.
 
E a fronte di questo... dovrei esprimere giudizi, commenti, valutazioni?  
 
Unica annotazione che voglio esprimere pubblicamente al Signor Ministro, che qualche volta ho anche difeso per altre Sue iniziative   - mi riferisco alle varie operazioni finalizzate alla trasparenza - è la caduta di stile ed ai toni a tratti ironici, a tratti arroganti, della conferenza di stampa di oggi.
 
Peccato Signor Ministro,
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
rosaria
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  Quota nullafacente Quota  RispondiRispondi Link diretto a questo post Postato: 12/Set/2009 alle 20:43
E' lecito sapere chi ha redatto il documento intitolato "relazione critica" che dovrebbe in teoria "smontare" l'articolo dell'Espresso ed al quale si arriva tramite link dalla home page? Tale documento infatti non ha nessuna firma, nè vi compaiono timbri ministeriali o riferibili al governo. Cercando nelle proprietà del pdf emerge solo che l'autore è tale "cama".
"Intanto non sono a casa, intanto li ho riportati al lavoro, poi gli faccio un c..o così"
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  Quota nullafacente Quota  RispondiRispondi Link diretto a questo post Postato: 12/Set/2009 alle 21:16

Leggendo qua e la', nel documento:

Quale e' il metodo di correzione del campione che e' stato adottato ed a cui si fa riferimento nella risposta alla critica n°1?
 
Si puo' leggere poi che le amministazioni che hanno comunicato i dati sulle assenze sono 4800, in totale, se non sbaglio, le amministrazioni pubbliche in Italia sono piu' di 9000. Le 4800 amministrazioni di cui si parla a quanti dipendenti pubblici corrispondono?
 
Altra considerazione, il grafico del documento riporta i cali in percentuale dei vari tipi di assenze ma ancora una volta senza specificare ne' il numero di enti di riferimento ne' il numero reale di giorni di malattia in meno.
 
E ancora, siamo a meta' settembre, i dati di luglio sono ancora provvisori e non sono ancora disponibili i dati di agosto, direi che questi due mesi avranno un'importanza fondamentale.
 
E poi ancora, che vuole dire

"...se compaiono risultati

non in linea con gli obiettivi della normativa e'possibile fare analisi per

capire e modificare la norma al fine di garantirne l'efficacia"

Mica c'è l'intenzione di tornare alle 11 ore di reperibilita' se per caso gli ammalati torneranno a starsene a casa invece di andare a lavorare con la febbre?
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  Quota nullafacente Quota  RispondiRispondi Link diretto a questo post Postato: 13/Set/2009 alle 10:05

Brunetta e il metodo scientifico
di giulio zanella, 12 Settembre 2009 permalink stampa

L'Espresso ha pubblicato un'inchiesta sull'effetto Brunetta per la quale sono stato intervistato assieme ad altri ricercatori. Oggi il Ministro ha convocato una conferenza stampa (che si puo' riascoltare qui, ringrazio un gentilissimo lettore di nFA che me l'ha segnalata) nella quale tra le altre cose mi accusa di averlo criticato senza metodo scientifico. Replico brevemente su quello che mi riguarda direttamente.


Dice il Ministro in conferenza stampa:

    La loro [dell'Espresso, ndr] fonte per le critiche e' un giovane professore [che sarei io, ndr] che vive negli Stati Uniti e che e' l'unica voce critica. Dal mondo accademico italiano o dagli altri centri studi non e' venuta mai una critica né al questionario né al campione né all'espansione né ai dati statistici. Esiste un signore (legittimo) che fa il ricercatore negli Stati Uniti che non e' d'accordo. Ma, vedete, non e' d'accordo pero' non spiega perché non e' d'accordo.

Innanzitutto, signor Ministro, io vivo in Italia e scrivo dall'Italia. E questo c'e' scritto chiaramente nell'articolo dell'Espresso. Si tratta di un dettaglio, naturalmente, ma non vorrei che chi l'ascolta avesse l'impressione che certe critiche sono irrilevanti perché provengono da tanto lontano (gli Stati Uniti, addirittura) e da gente che non sa come vanno le cose in Italia e nella pubblica amministrazione. Io lo so benissimo. E sono pure dipendente pubblico.

Ma veniamo alla sostanza. La prima parte la prendo come un complimento troppo generoso: non credo proprio di essere l'unica voce critica. Il perché non sono d'accordo l'ho gia' spiegato ma evidentemente devo rispiegarlo. Non c'e problema. Sintetizzo (e non c'e' nulla di nuovo rispetto a quanto scritto su nFA quasi un anno fa http://www.noisefromamerika.org/index.php/articoli/1238 ).

IL PERCHe' e' QUESTO: le indagini mensili del Ministero per la pubblica amministrazione e l'innovazione non hanno valore scientifico (nel senso che non permettono di fare inferenza sul fenomeno di interesse, ossia la riduzione delle assenze nella Pubblica Amministrazione) perché si basano su un campione autoselezionato di amministrazioni che per quanto numeroso (50% dei dipendenti pubblici) e "corretto" dall'Istat in base ad alcune caratteristiche osservabili resta essenzialmente non casuale rispetto alla distribuzione delle assenze per malattia, che sara' osservabile solo dopo la pubblicazione del Conto Annuale della Ragioneria Generale. Punto.

Questo implica che Brunetta stia facendo il bluff? No. Implica che non si puo' inferire che le assenze si siano ridotte del 40% come reclamato dal Ministro. Questo ho detto. Chi ha orecchie aveva gia' inteso un anno fa. Come replica il Ministro? In conferenza stampa difende le proprie indagini affermando che

    La rilevazione statistica e' serissima e fatta insieme all'Istat. Riguarda la meta' di tutte le amministrazioni pubbliche. Quindi un campione che non e' piu' un campione perché quando un campione riguarda la meta' dell'universo non e' piu' neanche un campione. Il riporto all'universo e' stato fatto insieme all'Istat, la campionatura e' stata fatta insieme all'Istat, e il questionario e' stato fatto insieme all'Istat.

E precisa per iscritto http://www.innovazione.gov.it/ministro/pdf_home/relazione_critica.pdf(grassetto mio)

    Si tratterebbe del fenomeno che in termini tecnici viene definito “autoselezione del campione”. Dell’autoselezione soffrono per definizione tutte le rilevazioni statistiche campionarie senza esclusione alcuna, ma esistono tecniche consolidate di correzione di questo effetto che garantiscono la qualita' dei risultati e noi le usiamo. Un campione che comprende un numero di amministrazioni rispondenti pari a poco meno della meta' del totale delle amministrazioni pubbliche (e' questo il caso del monitoraggio delle assenze) e' un campione decisamente ampio e di gran lunga piu' numeroso rispetto a quanto la teoria statistica e la prassi consolidata ritiene sufficiente per condurre un’indagine campionaria. In aggiunta, lavoriamo costantemente affinché tutte le Amministrazioni importanti per dimensione, tipologia e localizzazione siano tra i rispondenti, sollecitandole telefonicamente per spingerle alla risposta; soprattutto abbiamo affidato l’indagine all’Istat che ne garantisce la robustezza tecnica. e' del tutto falso che l’Istat si limiti a “pulire i dati”, come affermato nell’articolo, dato che conduce su incarico del Ministero un’indagine con il rigore del pieno rispetto dei criteri metodologici propri della statistica ufficiale.

Primo, l'affermazione per cui dell’autoselezione soffrono per definizione tutte le rilevazioni statistiche campionarie senza esclusione alcuna non sta né in cielo né in terra. Esistono indagini statistiche a campione chiamate "randomized evaluations" che non soffrono del problema di autoselezione. Ed e' questo lo strumento appropriato, quando utilizzabile, per valutare le politiche pubbliche -- incluse le politiche per la riduzione dell'assenteismo nella Pubblica Amministrazione.

Secondo, il fatto che il campione sommi alla meta' dei dipendenti pubblici non vuol dire niente in presenza di autoselezione. Supponiamo che la meta' osservata riporti una riduzione delle assenze del 40% e la meta' non osservata sia caratterizzata da assenze stabili. Quant'e' la riduzione effettiva? 20%. Osservare una meta' non casuale non aiuta in questo caso.

Terzo, il Ministro puo' fare quello che vuole insieme all'Istat, ma rendere un campione autoselezionato un po' piu' rappresentativo in termini di tipologia istituzionale, numero di dipendenti e area geografica (cioé, appunto, pulire i dati) non vuol dire affatto renderlo rappresentativo rispetto alla riduzione delle assenze. Quali sarebbero gli altri criteri metodologici della "statistica ufficiale" (non credevo che i teoremi di identificazione dovessero essere approvati da qualche ufficio) che garantirebbero questo risultato? Sollecitare telefonicamente le amministrazioni?

Poi il Ministro mi accusa di dare i numeri:

    Secondo questo ricercatore non e' vero che la rilevazione sia del 40% ma solo del 10%. Solo che il ricercatore non spiega da dove trae questo 10%.

Di nuovo, l'ho spiegato nell'articolo di cui sopra ma lo rispiego. Le indagini del Ministro indicano una riduzione media delle assenze del 40% circa tra maggio e dicembre 2008. Assumendo che le assenze fossero costanti nei primi sei mesi del 2008, secondo il Ministro dovremmo ossevare una riduzione del 20% circa nei dati della Ragioneria Generale (che dovrebbero essere pubblicati nel giro di un mese o due). Questa conclusione pero' si basa sul campione autoselezionato. La mia presunzione (e qui siamo nella sfera delle opinioni motivate) e' che la riduzione delle assenze nell'altra meta' della popolazione sia pressoché zero in media e che proprio per questo restano nell'ombra. Facendo media tra 0% e 20% otteniamo 10%.

Naturalmente io posso sbagliarmi, cosi' come puo' sbagliarsi il Ministro. Noto soltanto che lo studio di Gatto e Spizzichino (Istat) citato nella risposta scritta del Ministro indicata sopra e basato su dati rappresentativi dalla rilevazione trimestrale sulle forze di lavoro indica per il 2008 un numero piu' vicino al mio 10% che al 20% di Brunetta. Stiamo in campana: diamoci appuntamento al giorno della pubblicazione del Conto Annuale. Se poi mi saro' sbagliato non avro' problemi a riconoscerlo e avro' imparato qualcosa.

La conferenza stampa, avrete notato, finisce cosi': Il Ministro chiede,

    domande?

e si risponde da solo dopo due secondi e mezzo (li ho cronometrati) a tutte le domande non fatte:

    nella cartellina trovate tutto [...]. Trovate anche il sito di questo signore, di questo economista americano che scrive dall'America. Ma liberamente, evviva, non ho nulla in contrario. Che se pero' fosse un mio studente, visto che e' un giovane professore gli direi: eh no, mio caro qui ci vuole metodo scientifico per criticare. Se no non vale.

Signor Ministro, se stavolta ha letto attentamente si sara' reso conto che la mia critica e' puramente scientifica. Non se la prenda a male, ma dev'essere per questo che da studente ho scelto altri maestri. Quelli si, in Amerika.

P.S. C'e' un'affermazione nella conferenza stampa che non mi riguarda direttamente ma che non posso fare a meno di commentare.

    Pensate, sta diminuendo l'assenteismo persino nel settore privato. Grazie anche alla crisi, ma sta cambiando l'assenteismo anche nel settore privato. Per cui, e' una rivoluzione in atto. La rilevazione statistica spiega cosa sta succedendo.

Mi chiedo (a meno che non si sia spiegato male) se il Ministro creda davvero o voglia far credere (la cosa e' grave in entrambi i casi) che la riduzione delle assenze nel settore privato possa essere in qualche modo causata dalla sua azione per la riduzione delle assenze nella Pubblica Amministrazione. A me la simultanea riduzione nel settore privato e nel settore pubblico suggerisce la presenza di fattori comuni che non hanno nulla a che vedere con la legge 133 (che non si applica al settore privato). Chiedo al Ministro: ha mai valutato seriamente questa possibilita'? Oppure la "statistica ufficiale" non include diff-in-diff http://en.wikipedia.org/wiki/Difference_in_differences ?

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  Quota Rtx Quota  RispondiRispondi Link diretto a questo post Postato: 16/Set/2009 alle 13:54

Non conosco nel dettaglio l'analisi effettuata dall'Epsresso, ma di sicuro quello del ministero ha uuan gravissima lacuna scientifica,, cioè non usa strumenti di valutazione tali da consentire che non siano entrate in gioco altre variabili oltre le inziative delministro. Come faccio a garnatire che l'andamento dell'assenteismo sia doivuto unicamente agli interventi posti in essere dal Ministro? Se voglio valutare una policy devo epurare gli effetti di questa. Esempio: Se sono un ente di fomazione e valuto il corso da me erogato contanto quanti deipartecipanti trovano lavoro, non sto vlautanto con precisione gli effetti del corso, perchè cisono altre vatriabili in gioco oltre al corso ( preparazioen personale, conoscenze, fortuna, utilizzo delle fonti di informazioni, ecc..). LA valutaizoen di una policy, non può avvenire in questo modo barbaro. Negli USA dove sulal base delle valutaizoni il governo federale afida i budget, usano altrisistemi, sempre scientifici e bastai sulal statistica, ad esempio lp'analisi controfattuale o l'utilizzo di gruppi di contrrollo. In questo modo sono in grado di valutare gli "effetti netti" di una policy.

Lo stesso errore fu fatto per la patente a punti...non è stat ala patente a punti a far diminuire le infrazioni,anche se appena  annunciata così si è voluto far credere. Non civa molto a capire che a distanza di tempo, la patente a punti non ha avuto gli effetti sperati....nessuno ovvimaente ha fatto uan valutazione scientifica vera....
 
finchè le indagini sono condotte in questo modo, sono propaganda.
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daniele View Drop Down
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  Quota daniele Quota  RispondiRispondi Link diretto a questo post Postato: 16/Set/2009 alle 14:28
Il povero Brunetta si è mangiato il cervello e il buon senso!!!
La home di un sito del governo della Repubblica Italiana usato per una polemica personale.
 
Siamo alla frutta...anzi al digestivo!!!!
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